Tratto dalla
presentazione dell'opera dell'artista Silvia Ranchicchio
a cura della D.ssa Maddalena Sanfilippo
Sala Consiliare
del Municipio del Comune di Montalcino
Sabato 23 Ottobre 2010
"E' difficile e bello
presentare l'opera di Silvia Ranchicchio realizzata come premio
per la 53a edizione della Sagra, un'opera che porta con sé
significati per me talmente profondi da rendere molto complesso gestirli
in un discorso di senso compiuto.
Della Madonna con
Bambino del Maestro di Panzano proveniente dal nostro antico tribunale è
evidente che Silvia è stata colpita dalla concretezza dell'iscrizione
latina sul cartiglio tenuto in mano da Gesù:
IUSTO
IUDICIO IUDICATIS (Giudicate con giusto giudizio);
ciò che si può leggere con più facilità all'interno di un dipinto è
spesso ciò di cui conosciamo bene il codice d'interpretazione: le
lettere dell'alfabeto in questo caso.
La scritta rappresenta un monito per i giudici a giudicare chiunque a
Montalcino sia chiamato di fronte al tribunale, applicando la giustizia,
la più illustre delle virtù.
'Là dove regna la santa virtù della Giustizia, li animi sono indotti
all'unità e un Ben Comune per lor Signor si fanno', recita
l'iscrizione in volgare riportata da Ambrogio Lorenzetti sotto
l'Allegoria del Buon Governo, 'Amate la Giustizia, voi che siete
chiamati a giudicare la Terra', c'è scritto nel cartiglio tenuto in
mano dal Bambino nella Maestà di Simone Martini affrescata nella Sala
del Mappamondo, e ancora un altro titolo: 'Attraverso la Giustizia i
re continuano a regnare', al centro del soffitto della Sala del
Concistoro decorata da Domenico Beccafumi nel Palazzo Pubblico di Siena.
La Giustizia si prospetta dunque come il fondamento della comunità
civica e politica di cui siamo figli, del nostro vivere in comune, ma
allo stesso tempo alla Giustizia siamo chiamati dalla divinità, dalla
Madonna col Bambino: rispettando la Giustizia, tendiamo verso di loro.
La giustizia è dunque una porta dorata perché preziosa per colui che sa
meritarla, oltre la quale si tende verso la divinità che è resa
nell'opera di Silvia attraverso l'altro simbolo evidente del dipinto del
Maestro di Panzano: l'aureola della Madonna; un cerchio che è perfezione
in movimento e scudo allo stesso tempo.
'Una serie di scudi', forme scultoree predilette da Silvia,
'ornano come eclissi', citando Roberto Turchi, 'le mura del
nostro prezioso museo archeologico nella mostra personale dell'artista
allestita in questi giorni, uno scudo vibra sospeso nel prato della
Madonna, proteggendoci come un mantello strappato che ci consente allo
stesso tempo di poter guardare oltre, sentire il rumore e il brivido del
vento e lasciar entrare la luce'.
La Madonna è il nostro scudo, Lei da sempre ci protegge, è Lei che ci
invita alla giustizia e noi siamo chiamati al applicarla da sotto il suo
mantello, fermato sul cuore, almeno nel dipinto del maestro di Panzano,
da un prezioso gioiello a forma di rombo, geometria che secondo Silvia
non è altro che l'unione tra il femminile e il maschile, la terra e il
cielo, la fusione dei quattro elementi individuali della nostra comunità
che trovano nello stemma civico e nella loro protettrice la porta per la
via alla consapevolezza di sé." |