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IL MUSEO ARCHEOLOGICO |
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Nel 1972 il Ministero della Pubblica Istruzione Antichità e delle Belle Arti ed il Ministero Turismo pubblicano la collana “Musei d’Italia – Meraviglie d’Italia” nella quale vengono trattati ed illustrati i musei di Montalcino. Nello stesso periodo la Rai-Tv la quale dispone soltanto del 1° Canale, dedica in proposito una trasmissione culturale dal titolo “MONTALCINO UN MUSEO OGNI MILLE ABITANTI”. Infatti Montalcino, una de “Le cento città d’Italia” contava entro le sua mura tremila abitanti e tre musei. Effettivamente i nostri musei erano il Museo Civico ed il Museo Diocesano d’Arte Sacra. Il Civico però disponeva di una Sezione Archeologica distaccata che ricercatori locali già nel 1958 avevano allestito (senza tanti progetti) nei locali del vecchio ospedale - Studiolo del Tamagni – per esporre i reperti frutto delle loro ricerche. La Sezione Archeologica entrata a far parte dei MUSEI RIUNITI segue i trasferimenti della sede mussale prima nei locali del Seminario e dopo nel Palazzo Vescovile. Quando nel 1997 il Museo Civico e Diocesano apre definitivamente la sede con accesso dal Chiostro del Seminario, la Sezione Archeologica, dopo 40 anni, chiude i battenti perché i reperti relativi a diecimila anni di vita montalcinese che dal Paleolitico ci porta sino al Medio-evo non trovano il posto necessario ed indispensabile. Nel 1998 per l’Archeologico viene progettata una propria sede in un suggestivo seminterrato del vecchio seminario vescovile. Il progetto è “faraonico” : scala e pavimento in lastroni di bronzo, luci diffuse ad alba-boreale, vetrine in cristallo su basamento di onice trasparente. E’ doveroso notare che per la coerenza di spazi idonei la musealizzazione dei reperti si fermerà agli Etruschi lasciando ancora in magazzino il periodo Romano ed il Tardo Antico. Inizia però la “novella dello stento” quella “che dura tanto tempo”, una favola che i nonni dell’800 raccontavano ai ragazzi sempre in attesa di una conclusione. Sono trascorsi otto anni ma l’apertura dell’Archeologico dal 2003 ad oggi viene ripetutamente annunciata “… entro l’anno prossimo… a benvenuto Brunello… a primavera… a ferragosto… per la Sagra del Tordo… a Natale…” ma non avviene. Non ci resta altro che attendere fiduciosi il Gesù bambino del 2006 o la Befana del 2007. |
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“Occhio di lince” |