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Vittoria,
canti, grida, cori, tutto questo dopo la gara di Tiro con l’arco che ha
visto ancora una volta i nostri arcieri uscire vittoriosi. La 26° nella
storia del nostro grande Quartiere. Ha risuonato ancora la campanina di
Santa Croce a scandire ad ogni tocco la supremazia del Quartiere Bianco
Rosso.
Anche io ero preso dall’euforia della Vittoria, ma forse per la
prima volta mi sono reso conto, o meglio non avevo fatto cosa prima, che
la vittoria stessa potesse essere qualcosa di diverso dai soliti canti e
rullare di tamburi.
Ho visto gente di ogni età abbracciarsi, gioire, e la
cosa che mi ha colpito è che tante persone, qualcuna anche con gravi
problemi di salute sono venute a festeggiare con i “loro” quartieranti,
abbracciarli, baciarli, sorridere, piangere… ed ho visto ballare davanti
alle scale del teatro ragazzi che oltre al quartiere li lega una sana
amicizia.
Il giorno dopo la gara, un corteo “muto” ha percorso la
strada che porta al cimitero, quartieranti che rendevano omaggio ad un
caro amico ed insieme ai tanti defunti del Quartiere. La sera stessa prima
di coricarmi mi sono chiesto quale fosse la vittoria più bella: quella
riportata sul campo o quella che vede l’amicizia, la solidarietà,
diciamo anche la fratellanza che circonda tutta la gente del Quartiere,
motore pulsante che lo fa vivere e continuare nelle tradizioni senza mai
scordare i presenti, i meno fortunati e gli estinti; tutto questo secondo
me è il Quartiere e la vittoria più bella, e così mi sono addormentato
felice come non mai…
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