DELL'AMORE

  

Beh! Che dire… Sull’argomento già tanto si è disquisito; da scrittori a poeti, da filosofi a letterati, tutto forse è stato detto. Ma permettetemi di parlare di una forma di Amore particolare, azzarderei anche speciale, un Amore senza il quale la vita esiste lo stesso ma è sicuramente più vuota. Non parlo dell’Amore verso la persona con cui si sceglie di passare il resto della vita, né di quello per i figli, c’è già chi ne ha cantato le lodi senz’altro meglio di come potrei far io. 
A me, come ad altri, è toccata la fortuna di provare una forma di Amore totale, incondizionato, che chiede molto e non sempre ripaga, ma quando lo fa, sa farsi perdonare ogni attesa. Naturalmente sto parlando del Borghetto; tempo fa me ne innamorai in un modo così viscerale che da allora porto sempre con me. Come ho già detto non è fondamentale per l’esistenza ma ti arricchisce la vita, ti dà quel pizzico di magia in più per cui vale la pena di vivere. Io credo che la vita senza passioni sia piatta e vuota; chi accetta di amare il Borghetto se lo porterà dentro per sempre e sono convinta, avrà sempre una marcia in più. Perché l’amore per il Borghetto non è quello di quando si vince (che riescono ad imitare anche gli altri) ma è quello che ti permette di festeggiare i tuoi arcieri che hanno saputo difendere i nostri colori con forza, onore e passione pur senza riuscire a portare il trofeo il Santa Croce. 
Alcune settimane dopo l’Apertura delle Cacce di quest’anno mi capitò di parlare con una persona che ammiro e stimo molto ma che, ahilei, non ha la nostra stessa fede; nel discorso, con un tono piuttosto sprezzante mi disse “Quando vi ho sentito cantare in campo ho pensato che una cosa del genere non potevate che farla voi del Borghetto…”. Io non mi misi a spiegare niente; “Lo so!” aggiunsi con un sorriso pieno di orgoglio… Vorrei concludere con una menzione speciale a Michele che scendendo in campo per la prima volta ha saputo tener testa e mettere in difficoltà anche i grandi e temibili veterani; mi dispiace soprattutto per lui che quella medaglia abbia preso altri lidi, ma sono convinta che ci saranno altre mille occasioni in cui questo nostro arciere avrà il riconoscimento che merita. I miei più sinceri complimenti a tutto il gruppo arco, ai “vecchi” che sempre confermano la loro grandezza, alle “nuove leve” che sono numerose e molto capaci e a colui che li guida che ancora una volta ha dimostrato di saper far gruppo e dare quella forza necessaria ad affrontare, da campioni quali siamo, ogni tenzone. GRAZIE DAVVERO!!!! 

   

Erika Belviso