A  ME  PIACE  COSI'  (UNO)

  

La mia mamma, la sora Rinella, ogni volta che ad Agosto non si riusciva a vincere, diceva “tanto quello che conta è Ottobre, si vince per la Sagra ed è meglio”. Ed il Borghetto, salvo poche eccezioni (per lo più necessarie per confezionare un cappottino) si è sempre attenuto a questa filosofia. Noi siamo abituati a vincere, ma la vittoria che più ci piace è il trionfo ad Ottobre, per la Sagra. E quando dico “noi”, intendo tutti: giovani ed anziani. Noi vecchietti siamo attaccati alla gara di Ottobre perché, forse inconsciamente, ci ricordiamo di quando c’era soltanto quella e consideriamo l’Apertura di Agosto un qualcosa di secondario, di aggiunto, di venuto dopo, insomma di secondaria importanza… I giovani hanno scoperto e capito che è tanto più bello vincere ad Ottobre e avere tutto l’inverno a disposizione per “godere”, per far morire di rabbia gli altri. Oddio, vincere è sempre bello, ma – insomma – se proprio dobbiamo scegliere non abbiamo dubbi: ad Ottobre “ci garba di più”. 
Mi pare che anche i nostri arcieri siano d’accordo perché – fateci caso – nel nostro palmares ci sono molte più frecce che medaglie e, se contassero solo le Sagre, saremmo nuovamente primi in una ipotetica classifica tra Quartieri. 
Insomma il nostro Borghettone oltre al fatto di aver vinto la prima gara con l’arco, di aver vinto l’unico straordinario, ha anche il record delle vittorie nelle gare di Ottobre. 
E a noi questo ci piace tanto tanto… 

 

A  ME  PIACE  COSI'  (DUE)

 

Quest’anno, con il ripristino degli spazi riservati all’enogastronomia locale, la Sagra è finalmente tornata alla tradizione. Fumi ed aromi hanno di nuovo solleticato il turista senza rischi che c’erano con gli stands in Fortezza.
E, a noi, la cosa è piaciuta.
La parte enogastronomia della nostra Sagra, non è soltanto una componente importante per il folklore e per i turisti, ma è necessaria per i Quartieri che, autofinanziandosi, tornano a godere di quell’autonomia che, invece, accettando i contributi dall’amministrazione comunale, era condannata a diminuire.
E poi a noi gli stands…piacciono.
Certo non è tutto perfetto, ci sono ancora da fare dei passi avanti, di amalgamare certe situazioni, di codificare tutti insieme certi cambiamenti, senza correre dietro a programmi o progetti assurdi o non proponibili. L’essenziale è prendere nota ed insistere sulle novità positive, eliminando eventualmente qualcosa che potrebbe ricadere negativamente sulla Festa e, quindi, sui Quartieri.
Ancora di più è essenziale non scoraggiarsi se qualcosa non va al cento per cento, ma insistere senza ripetere gli errori che sono stati fatti negli ultimi anni.
Infatti per miopia di qualcuno abbiamo perduto dieci anni! E questo non ci piace.
Ciò che è stato fatto quest’anno non è stato che la realizzazione tardiva di quello che era stato proposto (F. Pescatori e M. Pianigiani) nel 1996. Era l’anno nel quale i Quartieri uscirono dalla Fortezza per poi tornarci colpevolmente l’anno successivo non trovando il coraggio di continuare un esperimento che, secondo me, non era fallito, ma che sicuramente fu gestito male perché non c’era volontà di cambiare. Per questo la Sagra, i Quartieri e Montalcino hanno perduto dieci anni !
Ora si tratta di insistere, di studiare le soluzioni che l’esperienza consiglia.
Perché la Sagra del Tordo di quest’anno a me è piaciuta. Specialmente perché si è vinto… ma questo è un altro discorso.

 

Francesco Pescatori