"SAGRA" E  GASTRONOMIA

  

E’ tornata la Sagra, quella vera, con il suo cerimoniale (purtroppo ancora orfano della lettura del Bando in Piazza e del suono, solenne e allo stesso tempo festoso del Campanone), con i suoi profumi d’arrosti, con l’affaccendarsi a cuocere, mescere, servire; con la gente finalmente che volevamo: tanti giovani, ma più composti, e anche famiglie, bambini, quantità contenute ma migliore qualità; non ubriachi bivaccanti, ma un via vai per le vie tutte di Montalcino, a scoprire anche gli angoli più lontani dalla Piazza e dalla Fortezza, ma meritevoli appunto di essere scoperti.
Non sbagliava dunque chi da anni sosteneva le tesi che la distribuzione gastronomica, costretta in Fortezza con tutti i problemi di sovraffollamento e i rischi conseguenti, si doveva spostare nei Quartieri con la creazione di posti a sedere, ma sostanzialmente con la vecchia formula distributiva, non obbligando a pasti completi, che comunque si possono consumare nelle sedi. Così si possono “accontentare ” tutte le tasche e anche le esigenze di coloro che vogliono assistere alla Festa nel suo completo svolgimento, senza stare per ore al tavolino.
Anche la chiusura alle ore 15,30 dei punti gastronomici è senza dubbio da mantenere, per consentire a tutti, forestieri e quartieranti, di assistere alla gara di Tiro con l’Arco, che quest’anno è stata particolarmente seguita; si può dire semmai che si potrebbe, anche se di poco, posticipare l’orario: da alcuni anni sembra esserci una gran fretta nel pomerig
gio, con addirittura un anticipo sugli orari ufficiali, e la gara, praticamente, quando dovrebbe cominciare, è già finita (Apriamo qui una parentesi per due osservazioni “tecniche”: si devono ripristinare in qualche modo i parafrecce, per evitare il tempo sprecato e la penosa scena nella ricerca delle frecce sul prato; si deve aprire prima quel benedetto cancello!!).
La formula è quella giusta: guai a tornare indietro, saranno necessari semmai alcuni aggiustamenti, in attesa che si riesca con il tempo a “spalmare” la Festa in tutto il mese di Ottobre, come da anni da più parti si auspica.
Ci sono già dei mugugni, i soliti, di quartieri favoriti e di altri svantaggiati (ma qualcuno può anche aver sbagliato la formula!), osservazioni che comunque possono non essere infondate.
Bisognerà forse rivedere e meglio caratterizzare e differenziare l’offerta gastronomica, segnalare meglio i punti di distribuzione, ma soprattutto si dovrà iniziare prima a far conoscere questa nuova organizzazione della Sagra, in ogni suo aspetto, dalla gastronomia, al Trescone, al Corteo, alla gara, alla corale e appassionata partecipazione del popolo dei Quartieri. 

 

Mario Pianigiani