IL QUARTIERE E' IL LEGAME PROFONDO CON LA NOSTRA STORIA

  

Il Borghetto visto da lontano è proprio un bel vedere. Soprattutto quest’anno. Abbiamo dato una chiara dimostrazione di maturità e soprattutto abbiamo nei fatti incarnato quella che secondo me è l’essenza del quartiere una realtà caratterizzata dal forte senso di appartenenza, di comunità, di orgoglio. Il recupero di Santa Croce, l’asta del Brunello  e poi la vittoria, e in modo particolare la maniera in cui la stiamo onorando, ci collocano fra i protagonisti in positivo della vita pubblica montalcinese.
E non è un fatto episodico, come in altri rioni, perché è così tutto l’anno. Anche se lontano io partecipo, e vivo, meno intensamente le cose. E so quanto costano in termini di tempo ed impegno. Ma anche quali soddisfazioni diano. IL Borgetto è un quartiere tutto l’anno. E purtroppo è la cosa che mi manca di più.
Quando ci purgano, la lontananza è un vantaggio. Ma quando si vince è come una piccola purga personale. Poi penso che l’importante non è che ci sia io ma che ci sia il quartiere,le sue persone. E tanto mi basta. Inoltre il distacco fisico (mai spirituale) mi aiuta cogliere meglio aspetti che il lavoro quotidiano e duro nel quartiere fa emergere ma solo in parte. E cioè che il Quartiere è il legame profondo con la nostra storia ed il nostro passato ma è anche il luogo dove si costruisce il futuro della nostra identità. Il Quartiere è la montalcinesità.
Questo spesso mi aiuta perché so che anche se via, oltre alla mia famiglia,  far parte del Quartiere vuol dire non essere dimenticato, non essere mai  veramente “solo”.
Il quartiere è ’il luogo della nostra memoria, della tradizione orale dove le storie di ciascuno di noi, quelle di tutti i giorni, hanno come eroi i nostri nonni, babbi, amici, e che diventano di volta in volta leggende, esempi da ricordare, oggetto di veglie notturne, in alcuni casi di barzellette: ma almeno rimangono vive e per i più fortunati saranno anche tramandate.
E’un mondo sorprendentemente aperto dove tutti danno il loro contributo di passione senza ricevere nulla in cambio se non una sensazione che non ha prezzo: quella di essere parte di qualcosa di veramente unico, di costruire insieme agli altri qualcosa di importante per la comunità.
E’ una realtà dove forse esiste la via più facile all’integrazione, dove alla tradizione ed alla cultura di secoli si uniscono persone di tante generazioni, di altre culture ed altri territori che nel Quartiere trovano la sintesi migliore per capire e vivere Montalcino.
Il quartiere è una “democrazia dal basso” che arricchisce chi vi partecipa. Una congregazione laica che ha ripreso parte dei compiti delle antiche arti e mestieri, e che, senza nessuna investitura ufficiale,  sente di avere un dovere da compiere: tutelare valorizzare l’identità ilcinese dandogli sempre nuova vita.
E’ ciò che tutti i quartieri fanno costantemente. Per essere del Borghetto però bisogna meritarlo.