PANFILO  XXV

  

E così eccoci di nuovo qua...! L’ultimo articolo che ho scritto per la campanina è stato quello per raccontare il 22 luglio 2000; e non aggiungo altro...  Quando gli eventi si ricordano per data è segno che sono di dimensioni davvero enormi e si commentano da soli. Un’altra data, unica nel suo genere, che resterà negli annali del Borghetto è sicuramente l’8 dicembre 2005.
Tutto ebbe inizio una sera, quando un manipolo di uomini bianco-rossi, davanti ad un lauto convivio, partorirono l’idea di costruire un panfilo; testimoni oculari riportano tali parole: “Sì ma deve essere grande, ma grande esagerato perchè se è troppo piccino piglio la sega e lo divido in due!”. Se non è stato tagliato vuol dire che era proprio grosso...
Nel giro di un mese si è reperito il carrettone su cui è stato saldato il nostro “Panfilo XXV”. Il cantiere è stato animato sempre da gran fermento, con risate, canti merendine, cenini e tanto, ma tanto freddo... (della serie “Se piove o tira vento, a noi non ce ne importa, s’è vinto un’altra volta). Dopo
scintille, saldature, spruzzi di vernice, martellate e tribolazioni varie, il risultato è stato all’altezza delle aspettative; un popò di bestione di 14 metri di lunghezza, alto fino alle luci di Natale.
Al momento della sfilata il popolo bianco-rosso era in fermento, ciascuno dalla sua posizione cantava, faceva festa ed era
emozionato; comunicare tra le varie postazioni era pressoché impossibile, la musica e i canti lo impedivano. I “Santa Croceranti”, vestiti di tutto punto e pronti alla partenza sono scesi in piazza con tanto di valige ad attendere.
Nel frattempo marinai, naufraghi e pesciolini aspettavano alla “porta” facendo una
baldoria degna delle ore immediatamente successive alla vittoria. Poi è arrivato Panfilo XXV con 5 ufficiali, un bellissima polena, qualche altro marinaio: un tripudio! L’inno suonato a palla, fumogeni e luci rosse rendevano l’atmosfera davvero speciale. E lì eravamo noi, solo noi; si son messi tutti a cantare e ballare, quasi dimenticandosi che la sfilata doveva ancora iniziare!
Siamo partiti con i pesciolini Nemo in testa, a seguire i marinai, Panfilo XXV e i naufraghi con le loro zatterette... Nonostante le dimensioni titaniche (riferite al mito greco e non alla più sfortunata imbarcazione) siamo passati senza intoppi alla tanto temuta stamperia, alla volta di Piazza. Ad attenderci c’era una folla oceanica, compreso tanti ripurgati che, strano a dirsi, sorridevano e salutavano con il fazzoletto Panfilo XXV. Eh, beh! In effetti l’opera da noi realizzata supera ogni faziosità; come recitava un vecchio ma sempre attuale volantino “Ubi maior, minor cessat”. Un perfetto connubio di suoni, musiche, fumogeni, canti e balli hanno fatto da cornice all’aperitivo a base di spumante che ha letteralmente innaffiato tutti i presenti. Dopo 10 minuti di giubilo esagerato, la Santa Crocera è ripartita con al seguito tutti nostri ospiti vittoriosi.
In fase di progettazione, qualcuno diceva “Sopra non ci devono stare più di 7-8 persone al massimo...”; tornando in su dal “prato” credo che fossimo più di una
ventina.... Meno male che i nostri armatori avevano fatto un Panfilo non solo bello ma anche robusto, degno dei cantieri Ansaldo.
Personalmente sono orgogliosa di appartenere al Quartiere capace di fare anche
questo; inutile dire, noi sappiamo vincere e onorare al meglio gli sforzi fatti per arrivarci. Ci dicono boriosi? Ebbene sì, lo siamo! E orgogliosi di esserlo!!!

P.s... e il bello è... che NON E’ FINITA QUI!!!!!!


Erika Belviso