MAGICO  AUTUNNO

  

Che c’era qualcosa nell’aria tutti lo avvertivamo, ma nessuno aveva il coraggio di dirlo: tutto è iniziato in quello splendido sabato di settembre, quando la campanina di Santa Croce ha annunciato al popolo del Borghetto, e a Montalcino tutta, che la “nostra” chiesa riapriva le porte, e la Sacrestia tornava ad essere la “nostra” sede.
Vecchi e nuovi costumi, vecchi e nuovi arcieri hanno sfilato sotto i vessilli bianco-rossi, e hanno varcato la soglia, quasi increduli, ma con fierezza, come sospinti da tutto il popolo, e dopo la benedizione di rito, insieme, hanno intonato le note dell’inno del quartiere, con voce prima incerta e commossa, poi sempre più ferma e forte: quel momento, credo, nessuno di noi lo potrà dimenticare.
Poi, la riuscitissima asta del Brunello, nella splendida cornice del chiostro di S.Agostino, e a seguire la grande festa in Fortezza con musica, mangiare e bere, e tanta allegria.
La notizia della manifestazione è
rimbalzata su tutti i giornali nazionali, alla televisione, nelle riviste specializzate, e anche il risultato “concreto” è stato al di sopra di ogni più rosea aspettativa.
Così dopo la delusione di agosto è iniziato questo magico autunno, e ciascuno di noi sentiva che non sarebbe finito lì.
Ed eccoci ad ottobre, con le colazione in fortezza, l’intensificarsi degli allenamenti al campo di tiro, poi la settimana cruciale con le consuete cene, la polenta alla quale non vogliamo
proprio rinunciare, l’assemblea e il momento magico del sorteggio (anomalo quest’anno, come noi tutti sappiamo): tutto da copione, ma mai come quest’anno si era vista la partecipazione, in ogni occasione, di tanta gente, di tantissimi giovani: facce nuove e facce vecchie che non si vedevano da tempo, e tanta voglia di stare insieme, e più che tensione come altre volte, tranquillità e consapevolezza.

E la consapevolezza della nostra forza, della preparazione fisica e morale dei nostri arcieri, si è rafforzata al momento della provaccia, e poi alla grande cena propiziatoria che ha visto riunito tutto il popolo bianco-rosso.
E’ la domenica della Sagra (ancora una strana Sagra: ci sono i suoni, i colori, ma manca l’odore inebriante degli arrosti!).
Le ore della mattina sembra che non passino mai; finalmente, conclusa la “burocrazia”, la benedizione nella nostra chiesa, che gli arcieri e il capitano hanno voluto in sordina, poi un canto liberatorio e via, lentamente verso il campo.
E’ stato come naturale vincere
“si sapeva”, ma all’ultima freccia a segno, è esplosa la gioia, la commozione: non si può descrivere quello che ognuno di noi ha provato, ognuno, appunto, quel momento se lo tiene nel cuore.
Poi tutti insieme di nuovo, a riempire Santa Croce, e di nuovo l’inno, a voce spiegata questa volta; poi le strade
di Montalcino si sono colorate di Bianco e di Rosso.
Cinque anni sono lunghi per tutti, ma per noi erano un’eternità, e la creatività l’entusiasmo la fantasia incredibile dei nostri ragazzi sono esplosi in una serie infinita di iniziative, che praticamente ogni giorno da allora, hanno animato la nostra sonnolenta città.
Chi potrà dimenticare la notte dei palloncini e quella entusiasmante della banda e dei fuochi, e l’ addobbo del cantiere in piazza, che sembra essere stato allestito allo scopo.
Infine la “ciliegina sulla torta”, offerta dalla Fondazione del Monte dei Paschi di Siena!
Il magico autunno si conclude; freddo pioggia vento: arriva l’inverno, ma per noi del Borghetto (lo possiamo annunciare a tutta la popolazione di Montalcino) sarà un magico inverno.
Ma veramente, come faranno a sopportarci!

Mario Pianigiani