UN ANNO BIANCO ROSSO

  

Quando si arriva alla fine dell’anno e si tirano le somme sembra di non aver fatto niente, poi ti metti a parlare, a ricordare e ti accorgi che invece qualcosa il Borghetto ha fatto durante l’anno. 
Magari qualcuno dice “ Si va bene, ma sono sempre le stesse cose”.  E’ vero, però ,qualcosa di nuovo c’è tutti gli anni pur nell’ambito di una tradizione che, inevitabilmente, è troppe volte ripetitiva. Si incominciò con la Befana, una cosa che tutti ci hanno copiato, una cosa che facciamo tutti gli anni ma che si rinnova continuamente perché cambiano i bambini che, inevitabilmente, crescono ma rimangono inalterati i loro occhioni sgranati davanti ai piccoli regali.
La tradizione continua in primavera con il mese bianco-rosso durante il quale, però, accanto alla solita cena del quartierante e la solita divertente scarpinata (quest’anno a Castiglione del Bosco) c’è stata per il secondo anno consecutivo la gita al Vinitaly e l’importante ed interessante conferenza del prof. Mario Ascheri sulla storia di Montalcino ed in particolare per il periodo che va dalla battaglia di Montaperti (1260) alla repubblica senese in Montalcino (1555).
L’estate, a cavallo dell’apertura delle cacce e della conseguente cena propiziatoria , è stata caratterizzata da cene all’aperto e da manifestazione musicali (tra le quali mi piace ricordare la serata in piazza Padella allietata da una massiccia ed entusiastica partecipazione di quartieranti).
L’autunno era ormai alle porte quando a settembre abbiamo festeggiato il Santo Patrono con il “battesimo” dei nuovi quartieranti e la gara di tiro all’arco al campo di Poggio all’Aquila. La gara, riservata ai Borghettiani ha visto la partecipazione di oltre 30 arcieri (giovani, ”normali” ed anziani) ed è terminata con la vittoria assoluta di Alessandro Tognazzi.
Quel giorno, inoltre, fu consegnata la borsa di studio “Roberto Franci "vinta" da Valeria Calzolari, e vi fu la commovente cerimonia di nomina a Cavaliere di Panfilo alla memoria di Wasma Franci Pazzaglia, indimenticata ed indimenticabile figura di donna del Borghetto.
L’autunno, inoltre, ci porta alla Sagra del Tordo con tutti i problemi, con tutte le cene che la precedono, con l’impegno di tutti (ma specialmente della Società - grazie Marica) per far funzionare nel migliore dei modi il “ristorante” nella giornata campale dell’ultima domenica di ottobre. Dopo, a dire il vero, è stato tutto più calmo: purtroppo non avendo conquistato la vittoria, le cene si sono rarefatte.
A dicembre, però, c’è stato il classico colpo di coda con un’iniziativa assai valida. L’originale “cena dell’olio novo” è risultata qualcosa di veramente importante e che va ripetuta e potenziata non solo per il Quartiere ma soprattutto per Montalcino che deve ricordarsi e valorizzare tutti i suoi prodotti.
Per la prima volta i campioni di olio delle varie aziende sono stati assaggiati e valutati dal PANEL-TEST della Provincia di Siena, e ripeto, per la prima volta è stato possibile tracciare un profilo organolettico dell’olio di Montalcino.
E siamo a Natale ... alle cene (di rigore quella degli auguri), a qualche serata di giochi. Il tutto condito da un pizzico di allegria, di fantasia e DALLA CAMPANINA.

 

Francesco Pescatori