IL BORGHETTO E L’ARCHEOLOGIA

  

A prima vista il titolo per un “servizio”  su un opuscolo di fine anno riguardante le attività svolte da un Quartiere sembrerebbe presuntuoso.

In realtà l’archeologia è sempre stata di casa nel Borghetto. Molti di voi si ricorderanno quando negli anni ’80  la Presidenza della Repubblica proclamò il 1985  <l’anno degli Etruschi>  invitando gli italiani a celebrarlo.

Il Borghetto accolse l’invito e, unico esempio in provincia e dintorni, preparò e tenne nei locali del Quartiere conferenze e proiezioni su “Gli Etruschi a Montalcino”; organizzò per i montalcinesi  guide nei siti più prestigiosi dell’Etruria tosco-laziale: Roselle, Vulci, Tarquinia e Cerveteri; dispose che  nei magazzini del Governatore  Antimo Pescatori (oggi locali della Pizzeria San Giorgio) venisse allestito un singolare convivio “ A TAVOLA CON GLI ETRUSCHI” a basse di pietanze e bevande di epoca etrusca.

Grande fu l’affluenza di pubblico ed in modo particolare al “convivio” arrivarono buongustai da tutta la Toscana.

Gli anni passarono ma archeologicamente e culturalmente  parlando, il Borghetto continua a esibirsi in varie iniziative  delle quali ricordiamo le più importanti:- convegno su Alessandro Magno il Macedone;incontro dibattito su “ montalcinesi: beccamorti a Montaperti;” Mostra ed esposizione di pezzi d’epoca su “ Artigianato-Commercio ed Attività diverse nel Borghetto agli inizi del secolo passato; e poi “l’incontro con i Celti”; la prima rassegna  del giocattolo vecchi 1750-1950, ed infine quella a sfondo internazionale e la più spettacolare in quanto asportata all’Accademia Senese degli Intronati,   “ I protagonisti degli assedi a   Montalcino nel ‘500, “rassega di fatti e di monete d’epoca” nella quale vengono esposte, per la prima volta, le monete d’oro della Repubblica Senese di Montalcino.

Giungiamo così agli anni ’90.

L’Associazione Ricerche Etruschi ed Italici di Montalcino, che già nel 1950 aveva tenuto a battesimo l0’archeologia montalcinese aprendo nel 1958 il primo museo archeologico per esporre i reperti ritrovati nel territorio, unitamente al dipartimento scienze delle antichità dell’Ateneo fiorentino, ottiene in concessione  ministeriale gli scavi archeologici sul Poggio della Civitella.

Nel !993 iniziarono le annuali campagne sull’interessante sito già indagato  nel 1950 dal Gruppo Archeologico Montalcinese.

L’associazione per organizzare nel migliore dei modi gli scavi suddetti, chiese collaborazione dei Quartieri e delle altre  associazioni montalcinesi.

Il Borghetto unitamente alla Ruga ed al circolo A.R.C.I. rispondono positivamente all’appello e da allora sino ad oggi saranno sempre presenti, se non sul campo almeno nelle retrovie, nei lavori di scavo a Poggio Civitella. –(N.d.r. è significativa la presenza di una sola parte di Montalcino).

In effetti i due quartieri ed il Circolo sopra ricordato ospitano nei loro locali il folto gruppo degli studenti e docenti universitari che attivamente   opera  o sul campo e preparano per loro la cena, unico pasto giornaliero da consumare al tavolino.

La Civitella, grazie a tutto questo e dopo il debutto di Venezia a Palazzo Grassi, si è imposta alla ribalta internazionale dell’ archeologia partecipando anche come protagonista al “Progetto Europeo Cultura 2000” con le più importanti civiltà preromane.

Tutti i reperti ritrovati sulla Civitella nell’ultimo decennio, verranno esposti nel  nuovo Museo Archeologico che aprirà  i suoi battenti nel 2004.

Insieme a tutti gli altri ritrovati, o rinvenuti e recuperati dal gruppo archeologico montalcinese durante mezzo secolo di attività ci  racconteranno la llunga storia del nostro territorio che archeologicamente inizia nella Preistoria dodicimila anni fa con il Paleolitico passando al Mesolitico e Neolitico (XII-IV  millennio a.C.) località Vadossi, Alpigiana, Pievecchia, giunge all’età del rame, del bronzo e del Ferro (IV-II millennio a.C.) localizzate a Casigliano, Castelnuovo dell’Abate, Cave porzia e Poggio Castellari.

Con il periodo storico arrivano gli Etruschi (VII-IV sec. A.c.) presenti in tutto il territorio, alla Velona Tavernelle, S.Angelo in Colle, Castelnuovo, Castiglion del Bosco, Poggio alle Mura, Santa Restituta, lungo il fosso del Tesoro, Le Prata, e la collina di Montalcino ( Madonna Nera, sona dei  Paradisi, Manachiara) e finalmente ed in maniera eclatante sul Poggio della Civitella.

I Romani giungono nel II sec. A.C. e lasciano la loro presenza a S. Antimo, gli Altesi, Castelnuovo A., Tavernelle (Brizio), Castiglion del Bosco, S. Angelo in Colle, (Fonte del Bozzolino) ed entro le stesse mura cittadine in via Castellana, in Santa Margherita e addirittura all’interno della trecentesca Fortezza.

Terminiamo il Medioevo sempre presente e vivo in tutta Montalcino nonostante le brutte profonde ferite causate in tempi recenti sia nel centro storico come nella zona verde che lo abbracciava proteggendolo.

Il Borghetto è orgoglioso e lo dice a voce alta  di aver contribuito anche se in maniera minima, a scrivere questa nuova lunga storia e lo sarà maggiormente quando in un prossimo futuro, (ce lo auguriamo presto), sarà realizzato il PARCO ARCHEOLOGICO DELLA CIVITELLA, già in fase di progettazione, a suggello perenne delle nostre antiche prigioni.

 

Ivo Caprioli