SPERANZE DI UN FUTURO ARCIERE

  

L'amore per il quartiere è sempre stato grande, amore che cresceva ogni volta di più con il passare del tempo, ogni vittoria, ogni momento di dolore. Emozioni queste che ti portano a voler rappresentare i colori là dove si decide il tutto, sul campo.
Scendere in gara: sembra quasi una meta che ogni arciere si pone come obiettivo, allora ti alleni fin da piccolo. Estati passate a tirare con i più grandi, guardandoli gioire, imprecare ma soprattutto ridere, ti fanno crescere la voglia e il desiderio di essere come loro, o magari, al posto loro.
La gara del patrono è il primo appuntamento per i più giovani, è quello il momento nel quale possono emergere e farsi notare dal "gruppo arcieri".
Poi si cresce, continuano gli allenamenti, si diventa grandi e si entra a far parte del vero "gruppo".
Anche io, per mia gioia e fortuna, mi sono trovato a far parte di questo mondo, e come me altri ragazzi.
Sono entrato nel gruppo arcieri, quello vero e ho scoperto cosa vuol dire essere un probabile arciere, ma anche la paura della gara; ho scoperto tutte le emozioni positive che trasmette il tirare con l'arco, ma anche quelle negative di ama giornata no, di quelle dove le frecce non vogliono andare dove vorresti. Soprattutto però ho trovato un "gruppo" di amici, e l'affiatamento è importante. 
Ringrazio per questo il gruppo arcieri che mi ha sempre sostenuto ed insegnato, ma soprattutto ringrazio il Capitano, consapevole che se un giorno scenderò in gara, e lo spero, sarà anche merito loro. 
GRAZIE Amici, W il gruppo arcieri, W il Borghetto!!!

Francesco Mulinari