LA MADONNA DI SANTA CROCE

  

C'era una volta ... 
Con queste parole iniziavano le tante novelle che nonno Angiolino, seduto sul "canto dei fuoco" ci raccontava durante le lunghe sere d'inverno (ndr. A quel tempo non c'erano la radio e tanto meno la televisione). 

Non voglio però raccontarvi una di queste novelle, anche se sarebbe bello ed interessante. ma trattare la storia di tre "Madonne". 
Non sono le Dame, chiamate anche "Madonne", della nobiltà medievale che sfilano con i loro cavalieri in occasione della Sagra del Tordo, ma tre immagini sacre venerate in epoche diverse ed in luoghi differenti della vecchia Montalcino. 

Iniziamo dalla Madonna del Corniolo. 
Nel 1200 nel pressi della Porta al Corno, una delle sei porte che si aprivano nelle duecentesche mura coronate da sedici torrioni'... (ndr. il grandioso complesso monumentale che farebbe invidia a tante città medievali è oggi in completo abbandono e ferito da numerosi crolli o manomissioni incontrollate) ... fu rinvenuta vicino ad un corniolo una vecchia tavola con l'immagine della Madonna, il bambino in braccio ed ai lati due santi. - "Fu messa da Immagine in un ardente fuoco bruciando un pezzo di tavolare. F.to l'Immagine illesa ..." - Gridato "al miracolo" nel 1300 fu edificata sul posto la chiesetta di Porta al Corniolo che unitamente al vicino torrione della Madonna, venne in seguito incorporata dall'attuale Tempio.
Nel 1553 la nuova grande chiesa fu intitolata alla Madonna del Soccorso, la quale l'8 maggio del 1718, venne incoronata protettrice della città e relativa diocesi. (Ndr: la porta venne riscoperta e restaurata con il vicino torrione rimasto integro, dalla Pro Loco di allora nel 1968 in occasione dei 250' anniversario dell'incoronazione). 

Passiamo ad un'altra madonna, purtroppo andata perduta.
Nella Piazza de' Priori (oggi del Popolo) nel 1300 era ubicata la Cappella Pubblica di Piazza, precisamente nella parte del Cappellone che oggi si affaccia sulla via con due archi in pietra a sesto acuto. In detta Cappella, sull'altare detto di S.Maria, addossato alla parete dove oggi è il monumento ai caduti della guerra mondiale 1915-1918, era venerata la Madonna della Provvidenza officiata alternativamente dai frati agostiniani e francescani, avvenivano qui le investiture dei componenti la Magistratura Comunale, si dice anche che sul posto i contadini portavano annualmente in omaggio i prodotti della terra.
La terza madonna, raffigurante la vergine madre con in braccio il bambino Gesù che ha la mano destra alzata in atto di benedire, era collocata, alla fine del '400, in una sala al piano terreno di un palazzo di Piazza Padella (attuali nn. 16-17-18) divenuto poi Palazzo Domizi ed agli inizi del '900 Casa Caprioli.
Durante il 1600 nella sala con l'affresco raffigurante la Madonna della Provvidenza si ricava una osteria chiamata prima "dell'Angelo" e successivamente "della Campana". E' il periodo in cui nel Borghetto cominciano a fiorire le osterie (come oggi le enoteche), tanto che sino ai giorni nostri se ne possono contare otto. Da Piazza Padella alla Fortezza oltre a quella "dell'Angelo" erano ricercate per offrire il buon vino ed il mangiare povero, quelle di "Babetta",, dei "Chianino" e di "Cecco Boccone". La Madonna poco si addiceva con l'osteria ritenuta luogo blasfemo.
Nel 1747 la Comunità decide di trasferire l'affresco nella Cappella di Piazza in sostituzione della trecentesca immagine alquanto deteriorata dal tempo.
Ma la peregrinazione di questa Madonna non finisce qui.
Nel 1872 il Governo della città rese disponibile la Cappella di Piazza dato che le pubbliche investiture dei Magistrati avvenivano già da 54 anni nel tempio della Madonna del Soccorso. La Cappella viene aperta sul lato della piazza ed unita alle altre quattro campate quattrocentesche adibite alle pubbliche assemblee ed a mercato coperto. Dai fínestroni di questo grande loggiato la vista spaziava sulla Val d'Orcia sino agli Appennini; nel 1958 il "Cappellone" venne purtroppo accecato per far posto ai nuovi uffici postali.
Nello stesso anno viene aperta al culto la Chiesa di Santa Croce costruita sui resti restaurati di un oratorio trecentesco usato da una compagnia laicale operante in Via del Cassero (oggi Panfilo dell'Oca).
La Madonna della Mercede viene donata dal Municipio alla Compagnia Laicale di Santa Croce poi soppressa nel 1875 e quindi ai Frati Mercenari che officiavano detta Chiesa. 
Nei primi anni del '900 nella vecchia osteria di Piazza Padella (attuale n. 16) viene collocata la "bottega di Ricciarda" (mia mamma) in quell'epoca un vero emporio per la vendita di generi alimentari, cacciagione, alcolici, tabacchi, giornali, cancelleria, profumi e generi vari. Dei Domizi e loro discendenti ricordo soltanto "Pietro Sodo" per bocca di nonna Adele che, nella sua fantasia, lo vedeva aggirarsi per casa ancora ai tempi nostri. 
Nella sala affrescata c'è oggi fin mini appartamento che conserva tracce di pitture, un nodo floreale e reperti d'epoca.
La storia delle "Tre Madonne" è terminata e mi scuso se vi ho annoiato. 
- La MADONNA DEL CORNIOLO, gelosamente custodita in una teca d'argento troneggia sull'altare maggiore della Madonna dei Soccorso, viene scoperta al pubblico l'8 maggio, il 2 luglio e l'8 dicembre di ogni anno e portata in processione in occasioni eccezionali.
- La MADONNA DELLA DIVINA PROVVIDENZA è scomparsa ormai da 255 anni. - Ha fatto la fine del "Cristo di Gidio" ...(antico proverbio montalcinese). 
- La MADONNA DELLA MERCEDE,, custodita in una "macchina ottocentesca" da processione, molti anni fa veniva esposta ai fedeli nella ricorrenza dell'Ascensione e per la festa annuale del 24 settembre. Oggi custodita entro una cornice dorata, abbellita con gli stemmi colorati del Comune di Montalcino, della Compagnia Laicale dei Mercenari e l'iniziale in oro di Maria, fa bella mostra di sé sull'altare di Santa Croce in attesa di tempi migliori.

Ivo Caprioli