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E così sono trascorsi 60 anni da quando alcuni giovani ilcinesi, costituirono il cosiddetto "Gruppo Popolaresco", sull'onda dell'entusiasmo portato dalle riprese cinematografiche della Pia de' Tolomei: quei ragazzi d'allora avevano partecipato come protagonisti e animatori delle scene di balli e canti.
Ma noi non vogliamo fare la storia del gruppo, altri lo hanno egregiamente già fatto; vogliamo solo ricordare che già allora esso era caratterizzato da una forza di coesione che era il desiderio di divertire e divertirsi, e che portò colore e allegria ai raduni, grigi e militareschi, della gioventù del tempo.
Poi, con la nascita della Sagra del Tordo (e sono ormai più di quant'anni!), il gruppo fu ricostituito con il nome di "Trescone", e da
allora ha allietato la nostra Festa e molte altre manifestazioni, dai centri vicini fino ad
alcuni Paesi d'Europa.
La nostra Sagra dopo un periodo di crescente successo ed una evoluzione qualitativa, si trova oggi, si può dire, vittima e prigioniera di questo proprio successo
e dell'accresciuta notorietà di Montalcino e del suo vino principe, al quale oggi viene indissolubilmente associata.
Le strutture, alcuni costumi, ma soprattutto lo spirito che anima ormai anche i suoi animatori sono, sia consentito dirlo, allo sfacelo. Ci sarà modo di parlarne, ma non voglio farlo qui.
Un aspetto della manifestazione non ha subito il decadimento: è proprio solo il Trescone. Si sono modificati e abbelliti più volte i costumi, si sono ricercati altri balli della tradizione toscana da affiancare al primo, e soprattutto è lo spirito originario che ancora resiste: godersi la festa e farla godere; e fa un immenso piacere vedere questi giovani sorridenti che percorrono ballando e cantando dietro il loro carro di buoi, le strade di Montalcino, prima che altri giovani le insozzino coi resti delle loro bravate.
Certo che anche qui non è tutto rosa. Non è facile trovare chi è disposto a ballare e tanto meno a suonare, ma allora, perché non si insegna a scuola? Già questo si sta facendo con il tiro con l'arco (ma anni orsono si irrideva alle proposte avanzate in tal senso).
Se vogliamo che la Sagra continui, dobbiamo tutti mettere da parte idee preconcette e bizantinismi, propri della mentalità montalcinese e rimboccarsi le maniche. Festa è nata e Festa rimanga, il Trescone ci insegna.
E allora "SVEGLIAMOCI DAL SONNO, DORMIGLIONI!
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