|
Con queste poche righe vorrei far ricordare (a chi c'era) una giornata diversa dal solito.
Aprile, si sa, è il mese "Bianco-Rosso" e come tutti gli anni ogni domenica ha il suo appuntamento: il "Pranzo del Quartierante", la conferenza col Sindaco, l'incontro con la Giraffa, la scarpinata in mezzo ai boschi.
Lessi il programma e quest'anno c'era qualcosa di diverso: un pranzo a Monte Antico con gita in treno... "ma tu guarda un po' il Cellini che ha studiato!!" pensai sorridendo; andai da Carlina, mi segnai e mi resi conto, che l'idea aveva già contagiato molti.
Per giorno prescelto, a qualcuno poi venne un'altra idea: "o perché 'un ci si trova in garage un'oretta prima e si fa colazione?" (colazione alle 8 di mattina, si sa, al Borghetto non vuoi dire pasta e cappuccino!!); così
fu: la mattina in garage i "soliti noti" avevano imbandito un tavolone con pane, prosciutto, finocchiata, cacio e, ovviamente, parecchio vino.
Arrivammo a Buonconvento e dopo poco arrivò anche il treno, montammo e ci facemmo subito "notare" dagli altri viaggiatori e dal Capotreno: è raro che ottanta e passa persone vadano a Monte Antico.
Il viaggio, quanto durò sinceramente non me lo ricordo, ma mi ricordo che fu parecchio movimentato: chi beveva un bicchierino di vino, chi mangiava un bel panino, chi cantava.
Arrivammo e non sazi della colazione ci incamminammo al ristorante e, da subito, i camerieri si resero conto che non si trattava di una gita di intellettuali.
Tra cori e una gran confusione il pranzo iniziò e, non ve la rifate con me se il racconto si fa più "annebbiato" ma la memoria cominciò a vacillare, non ovviamente per motivi di vecchiaia ma per colpa dei miei "premurosi" vicini di tavolo che si prodigavano a dissetarmi con bicchieri colmi di vino visto che il cameriere di portare l'acqua non ne voleva sapere.
Mi ricordo che fu proprio un bel pranzetto, si cantava di tutto, Gabrielle che non si
zittiva un momento, insomma proprio un bel caos.
Dopo il dolce e i vari "ammazza caffè", ci alzammo (la cosa, ve lo assicuro, non fu semplice) per tornare verso casa.
Mancava ancora un po' all'orario del treno, così per ingannare il tempo chi si mise a giocare a carte, chi si dondolava nelle altalene, chi mirava le bellezze naturali che il paesaggio maremmano offriva .... fino a quando il
"Capo-gita Cellini" non disse "muoviamoci, perché di treni da qui non ne passano più".
Quello che arrivò a suon di campanella alla Stazione di Monte Antico era infatti l'ultimo treno che passava di lì (l'altro s'era preso la mattina); arrivammo a Buonconvento, scendemmo alla Stazione e vedendoci qualcuno disse "ma che partita c'era?" Io risposi "niente pallone ....... siamo del Borghetto!!".
|