LINO TRAVAG  VA DAL MEDICO

 

L'omino era rosso, a macchie gialle, si vedeva che soffriva. Il medico pensò che era uno destinato dalla natura a soffrire, uno di quelli che nei libri di medicina vengono chiamati “perdenti”, condannati dalla vita a patire, ad arrivare sempre dopo gli altri.
Ora l'omino sedeva tutto sbilenco (anche se si era messo sulla sedia n. 45), era quasi tutto rosso con delle macchie gialle che, chissà perché, al medico sembravano delle stelle. Mi ricorda qualcosa, pensò il medico L'infermiera gli aveva detto che questo nuovo paziente, mentre aspettava in anticamera, era andato almeno due volte al gabinetto e che aveva sudato tutto il tempo come in preda a violenti dolori viscerali. Gli Ci vorrà una purga, pensò il medico che, in verità, non aveva ancora capito la situazione.
“Allora” disse il dottore rivolgendosi allo strano paziente “come si chiama?”. “LINO TRAVAG” rispose con un gemito l'omino “sono un uomo di Donnoli” e poi senza apparente senso soggiunse “ho preso il 45 per venire qui, lo ho preso alla fermata del Vignolo, siamo gente di campagna…”.

Il medico, abituato a tutto, non dette peso a quelle risposte un po' sconclusionate, scrisse qualcosa su una scheda e, professionalmente, disse: “Allora che si sente, che cosa ha?”.
“Cacca” disse con uno strano ghigno “non faccio che cacca”.
“Si spieghi” intervenne il medico “mi dica com'è incominciato, da quando, mi dica tutto insomma, se si.purga…”.
Alla parola purga, l'omino ebbe un sussulto, si alzò di scatto e, con una mano verso il dietro dei pantaloni, infilò la porta del gabinetto. Riapparve quasi subito e con un sorrisino di scusa disse: “Credevo di essermela fatta addosso, sa... succede... senta dottore se può eviti di pronunciare la parola purga. Sa... vede, deve sapere…”.   L'omino balbettava, era ormai in crisi profonda. “Deve sapere che nella mia famiglia la purga è un rito, un'abitudine. Almeno due volte all'anno, d'estate e alla fine di ottobre, ci tocca sempre: è una regola. Però quest'anno c'è stata anche una purga straordinaria. A maggio il nostro capo ci ha presentato un prodotto nuovo, si chiama ‘trofeo’, era un'offerta straordinaria, una cosa che capita ogni mille anni, e allora...”.
“Allora che?” lo sollecitò il dottore.
“Allora mi sono ripurgato... e così ad agosto, e così a ottobre. Quelle che mi hanno... ritrovato di più sono state quella di maggio e quella di ottobre”. Ora il tono dell'omino giallo e rosso era ancora più triste. “Senta dottore, non sarà mica colpa di chi confeziona queste purghe? Perché vede, sia quella di maggio che quella di ottobre erano confezionate dalla farmacia Borghetto”.
Il medico ebbe uno scatto d'impazienza: “Ma che c'entra la farmacia” disse “mi spieghi perché piuttosto in famiglia vi purgate almeno due volte all'anno e sempre a date fisse”. Ora l'ornino sembrava una bandiera, il giallo e il rosso erano i colori prevalenti della sua pelle, almeno tre stelle apparivano sulla sua fronte. I suoi occhi ebbero un guizzo di dignità: “E' più forte di noi” disse “ci capita, è nel nostro DNA, siamo nati per purgarci. Ma lo sa, dottore, che il giorno prima siamo tutti bravi e si vincerebbe il mondo, poi la sera si fa una mangiata di 'provaccia', ci si sente di Potenza, si va a 45 metri e ci si... purga!”.
Ritornava quel 45, al medico non suonava troppo chiaro e chiese: “Ma, scusi, cosa è questo 45?”.
L'ornino ebbe un moto d'orgoglio: “E' il segno della nostra potenza” e nel dire questo si alzò si scatto e... se la fece addosso.