|
Correva
l’anno 1962 quando il giornalista Michele Campana, dopo aver visto la
Sagra del Tordo, scriveva che “…all’istituzione della manifestazione
dei tordi si ricollega una antichissima e curiosa leggenda…”; racconta
che Caio Mecenate della gente Cilnia, il consigliere e amico
dell’imperatore Cesare Augusto che teneva aperta la sua casa a poeti e
artisti, era figlio di un agricoltore aretino. Questi abbandonata Arretium
si stabilì nel Castello di Montalcino dove iniziò la cattura dei tordi
che abbondavano nelle vallate dell’Ombrone e dell’Orcia. Le prede
presero la via di Roma e tramite il figlio Caio Mecenate, divenuto
protettore delle arti, fornirono per lungo tempo gli arrosti nei lauti
banchetti dell’aristocrazia dell’Urbe.
Sullo stesso argomento dalla Roma Imperiale si salta in pieno medioevo.
Una favola racconta che Messer Boccaccio fu invitato a Montalcino per
un’”ottobrata” alla quale parteciparono umili e poveri, nobili e
ricchi, dame e cavalieri. Fu veramente festa grande e nel corso
dell’allegra serata ser Giovanni narrò alcune delle sue famose novelle.
Ma torniamo “con i piedi per terra”. Nel 1200 il Monte dei Lecci si
cinse di mura castellane racchiudendo al suo interno i primi nuclei
abitati sorti da tempo sui poggi del Barlanzone, di S.Salvatore, di Castel
Vecchio e di Santa Margherita.
Il territorio che attualmente dalla torre
civica si apre a ventaglio verso il Colle di Osticcio tra S.Agostino e la
Fortezza è conosciuto come “Il Borghetto” ossia piccolo borgo, un
complesso a sé stante all’interno della città.
Questo territorio posto sulla “sella” a cavallo tra la Valle
dell’Orcia e quella dell'Ombrone diviene il centro storico dove, nel
trascorrere degli anni, sorgono il Palazzo Comunale, quello dei Priori, la
Chiesa Episcopale dell’Abate di S.Antimo, quella di S.Agostino con
l’annesso Convento degli Agostiniani ed infine la Fortezza. In pratica
il centro del potere politico, amministrativo, militare ed in parte
religioso si trova nel Borghetto. Dentro i suoi confini si svolge
praticamente tutta la Storia del libero comune.
- Quando a
metà del ‘500 fu costituita la Repubblica di Siena in Montalcino, gli
esuli senesi dove portarono le loro insegne, il fonte battesimale, le
zecca per il conio delle rare monete?
- Nel Borghetto!
- Dove fu installato il comando delle truppe francesi inviate da Enrico II°
a sostegno della Piccola Repubblica?
- Nel Borghetto!
- Dove arse l’ultima fiaccola delle libertà comunali, unica su tutta la
serva Italia estinta? - Nel Borghetto!
- Dove sorse nel ‘700 una delle prime Accademia toscane, quella degli
“Astrusi” con annesso teatro ed una fiorente attività culturale?
- Nel Borghetto!
Nel ‘700 ed ‘800, raggiunta una stabilità, la vita a Montalcino
trascorre tranquillamente lasciando ampio spazio alle tradizioni che
contribuiscono comunque a fare la storia di un popolo. Spensierate feste
di primavera ed in particolare allegre ottobrate con arrosti di tordi, si
organizzano fuori delle mura nel Castagneto della Madonna, nel Viol del
Topo, sotto il Castagno di Brinata (Brinata teneva osteria nel prato
dell’Ospedale ove attualmente c’è il Ristorante “Da Alberto”),
all’Aietta, alla Fraschetta e nel bosco dell’Osservanza.
Nella prima metà del ‘900 ed in particolare nel periodo tra le due
guerre mondiali la gioventù montalcinese continua la tradizione e per
avere uno spazio più ampio costituisce il “Gruppo Popolaresco” con il
quale porta il ballo del Trescone e scene di vita campestre in tutte le
manifestazioni popolari della provincia e zone limitrofe.
Nei primi anni ’50 Montalcino è coinvolta in eventi singolari: il
trattato di pace nella Guerra Goliardica tra Siena e Perugia con
l’intervento di Siena e Firenze; la rievocazione storica del IV°
centenario della Repubblica di Siena in Montalcino con la partecipazione
di delegazioni ufficiali, compresa quella francese, richiamano masse di
giovani che sfoggiano costumi medievali e rinascimentali.
Storia, tradizioni, folclore e gastronomia sono pronte ad amalgamarsi
nello stesso calderone fornendo l’occasione per creare qualcosa di
veramente nostro.
Giovani intraprendenti si stringono intorno all’ E.T.C. (Ente Turistico
Comunale) sempre disponibile a nuove iniziative; dopo una accorata
gestazione nel pomeriggio del 16 novembre 1958, in Fortezza, nasce la
Sagra del Tordo tenuta a battesimo dal “vecchio” Bruno Caprioli
(Assessore al Turismo).
Dopo tre anni di rodaggio la manifestazione attuale è già nota in ambito
nazionale e richiama a Montalcino un pubblico sempre più numeroso. Manca
però qualcosa di “mordente” per destare l’interesse dell’intera
popolazione.
Nel 1961 si rispolverano i Quartieri cittadini per far scendere in campo
“gli uni contro gli altri armati”.
Il Borghetto, in seguito ad una spontanea
assemblea popolare svoltasi nel Teatro degli Astrusi, viene ufficialmente
costituito il 29 ottobre nella piazza antistante il Civico Palazzo sul
sacrato della Chiesa di S.Egidio; la pergamena appositamente stilata
termina con queste parole: “… da oggi la nostra insegna con fiamme
bianche in campo rosso sventolerà per sempre legata non solo alle sorti
del Quartiere, ma soprattutto ai nostri cuori.”! E così è stato per
quarant’anni durante i quali il Borghetto è cresciuto, si è imposto in
tutti i campi ed è divenuto veramente grande.
E’ storia
recente, vissuta da tutti noi, che cercheremo di sintetizzare per i
giovani delle “nuove leve”.
Cinque Governatori, in ordine di tempo Antimo Pescatori, Ivo Caprioli,
Pierluigi Pescatori, Francesco Pescatori e Tamara Boccardi hanno guidato
il Quartiere con capacità, amore e passione. In cinque si sono alternati
alla guida del Borghetto nel volgere di quarant’anni; è stata quindi
una continuità di vita che fa onore al sodalizio biancorosso.
Nel 1963 il Borghetto, per primo, si da una sede ufficiale nei locali
adiacenti la chiesa di S.Croce. Altri dovranno aspettare anni per
accasarsi. Il Quartiere inizia così una intensa attività che svolge per
tutto l’arco dell’anno investendo i settori più diversi: ricreativo,
storico, culturale, sportivo, turistico, artigianale, folcloristico,
culinario ed assistenziale.
L’anno del quartierante inizia con la Befana per i bambini (iniziativa
satireggiata a lungo dagli altri quartieri, ma poi imitata). Segue il
Carnevale dei Bambini affiancato poi da sfarzosi “Balli in Maschera”
per i grandi. Prosegue con incontri ricreativi e culturali, con le
scarpinate ecologiche nelle frazioni e nei luoghi più caratteristici
della campagna montalcinese. A settembre celebra la Festa Patronale di
S.Egidio Abate in occasione della quale viene consegnata l’annuale borsa
di studio istituita in memoria di Roberto Franci plurivittorioso arciere e
assiduo dirigente. Termina a Natale con la cena degli auguri !
Soffermiamoci ora nell’eccezionale primato delle vittorie conseguite nei
78 tornei di tiro con l’arco. L’Albo d’Oro del Borghetto brilla di
24 vittorie conquistate sul campo. Il primo alloro in assoluto è quello
del I° Torneo combattuto ad ottobre 1962; si udirono allora per la prima
volta nella stria della Sagra i rintocchi della campanina di S.Croce che
continua a suonare anche nel 2000; nel 1965 confeziona il I° Cappotto
commentato dal giornale “Il Mattino” del 10 agosto con il titolo
“Dai sassi alle frecce – La metamorfosi dei migliori arcieri bianco
rossi”; seguono le vittorie del ’66, ’68 e ’69; il 2° cappotto lo
indossa nel ’72, altre stelle si accendono in una continuazione annuale
dal ’73 al ’79 (saltando il ’78); il 3° cappotto arriva nel 1980 al
quale fanno seguito le due vittorie del 1983 e 1984 e purtroppo un digiuno
lungo 7 anni; un’altra stella si accende nel ’91; nel ’95 colleziona
il 4° cappotto anche se presenta uno strappo violento ed accoda ad esso
la vittoria del ’98. Arriviamo al 2000 anno giubilare, in occasione del
quale, viene combattuta il 14 maggio la prima ed unica gara di tiro
straordinaria; la storia si ripete ed il Borghetto, come vinse il I°
Torneo della Sagra, si aggiudica anche il I° Torneo Straordinario.
Ma non è finita: il secondo millennio si chiude con l’ennesima vittoria
che porta al Borghetto il 5° cappotto, questa volta listato di ermellino.
Ogni vittoria viene immortalata da un numero unico. Partendo dal primo
“Il tordo e la sassata” ed altri fatti semplicemente a ciclostile,
ricordiamo le eleganti e belle pubblicazioni “… e ridai!” del 1983,
“Maggiorenni” del 1984, l’indimenticabile “Beati Noi” del 1991,
il “Cappotto” del 1995 e lo “Straordinario” del 2000. Ai numeri
unici sono spesso seguite spettacolari sfilate che con carri allegorici e
partecipazione di masse nei più svariati costumi hanno segnato per sempre
un’epoca; un segno indelebile lo hanno lasciato “Beati Noi” e la
“Divina Vittoria”!
Tra i primati elenchiamo il Campo di Tiro “Soccorsina Ciacci” per gli
allenamenti degli arcieri di tutte le età e luogo panoramico di tanti
tornei interni dedicati alla memoria di Mario Lamoretti; la costituzione
in assoluto della prima Società (1984) che si affianca al Quartiere nello
svolgimento delle attività; l’inno ufficiale del Borghetto, unico con
parole e musica di due quartieranti, che accompagna tutte le nostre
manifestazioni e che in occasione del ringraziamento “straordinario”
in una esplosione di fede e di gioia sono salite, per la prima volta nella
millenaria storia, verso le volte stellate del Santuario della Madonna del
Soccorso.
Un altro primato, questa volta purtroppo in negativo, è stata la perdita
della sede storica che ha costretto il Quartiere a ritirarsi nei locali
della Società in attesa di una nuova.
Una prerogativa del Borghetto sono state le gite turistiche iniziate negli
anni ’60 quando scarseggiavano agenzie di viaggio e guide; per questo
motivo alle nostre gite partecipava tutta Montalcino tanto è vero che
alla volta di Venezia partimmo in 120 sistemati in tre autobus. Fu
un’impresa noi facile traghettare tra canali, campi e campielli
un’allegra folla di montalcinesi. Con decine di gite abbiamo visitato
oltre 100 località italiane dalle Alpi alla Sicilia partendo dalla
traversata dei ghiacciai: del Monta Bianco sino agli aranceti della Conca
d’Oro. Eccezionale fu il “Battesimo dell’aria” con un volo Pisa
– Palermo. Dopo l’Italia le mete furono fissate all’estero: Parigi,
Montecarlo, Nizza, Arles, Avignone, Lugano, Monaco di Baviera, Postumia,
l’Istria, Budapest, Salisburgo e Vienna permisero a tanti montalcinesi
di varcare per la prima volta i confini nazionali. Dal 1981 vennero
organizza per tutti “Settimane Bianche” nelle più incantevoli località
dell’arco dolomitico; i campi di sci videro così sfrecciare non solo la
“valanga biancorossa”, ma anche quella “biancoverde”.
Terminiamo questa lunga carrellata con una delle attività più
impegnative; quella culturale fatta di incontri, conferenze, proiezioni,
mostre e rassegne alcune delle quali hanno suscitato eco in campo
nazionale.
Nel 1982 sii presenta la mostra dei “Vasi vinari di Montalcino dalla
preistoria ai giorni nostri”; pieno successo della rassegna che viene
trasferita anche a Milano.
Nel 1985 si celebra “l’Anno degli Etruschi” (proclamato per
iniziativa ministeriale) con una rassegna fotografica didattica,
conferenze (una delle quali tenuta dal noto etruscologo Claudio De Palma),
visite alle città della dodecapoli etrusca e “A tavola con gli
Etruschi” pranzo a base di antiche pietanze al quale parteciparono
commensali anche dalle più lontane località toscane. Nella ricorrenza
del 70° anniversario del I° conflitto mondiale 1915 – 1918, il
Borghetto allestisce una mostra con giornali illustrati, documenti ed in
particolare fotografie d’epoca dei montalcinesi coinvolti nella grande
guerra. Nel 1989, in collaborazione con l’Imperiale Contrada della
Giraffa, ricorrendo il 430° anniversario della fine della Repubblica di
Siena in Montalcino, le sale del Civico Palazzo ospitano una rassegna di
fatti, cimeli e monete d’epoca “I Protagonisti degli Assedi a
Montalcino nel ‘500” (1526 – 1553 – 1555/59). Oltre alle monete
delle Repubbliche di Siena e Firenze si possono ammirare quelle di Papa
Clemente VII°, del Granducato de’ Medici, di Carlo V° Imperatore di
Spagna, di Enrico II° re dei francesi, di Filippo d’Aragona, e per la
prima ed ultima volta le rarissime monete d’oro coniate a Montalcino nei
quattro anni di vita della giovane repubblica. Partecipa all’eccezionale
manifestazione il deputato al Consiglio d’Europa Roberto Barzanti, la
rassegna viene poi ripresentata a Siena nelle sale dell’Accademia dei
Rinnovati. Nell’anno successivo si realizza “una cosa di casa
nostra” dedicata all’artigianato, al commercio ed attività diverse
nel Borghetto agli inizi del secolo.
Sempre nel Palazzo Comunale in una pianta del 1820 tra le vie e i vicoli,
tra le piazze e le piazzette si collocano 115 attività fiorenti con nome
e cognome di mestieranti di allora; tra queste 10 sono le osterie, 11 i
calzolai, 8 i fabbri e 6 i falegnami. Nelle austere sale, con oggetti e
arnesi d’epoca, si “ricostruisce” un’osteria, la bottega di un
calzolaio, quella del falegname ed i laboratori di un sarto e di una
ricamatrice.
In occasione del Natale 1991 il Borghetto, insieme agli Amici di
Montalcino Ieri, presenta la Prima Rassegna del Giocattolo Vecchio nella
quale vengono esposti ben 70 giocattoli d’epoca dal 1750 al 1950 che
avevano allietato i nostri ragazzi nel corso di 200 anni.
Nel 1992 ricorrendo il I° cinquantenario del Trescone una mostra
fotografica ripropone immagini del popolare Gruppo Folcloristico
montalcinese e presenta i volti noti di ben tre generazioni; vengono
esposti anche i costumi indossati dai giovani di ieri e di oggi.
Nel 1994, sempre nello storico Palazzo, il Borghetto con “gli amici”
avanti ricordati presenta “La liberazione di Montalcino” nel I°
cinquantenario dell’avvenimento; pagine di un diario di allora,
fotografie, documenti e cimeli d’epoca in mostra.
Grande è il successo della manifestazione che richiama tra gli altri il
regista televisivo Nino Crescenti il quale utilizzando dati, testimonianze
ed immagini produce per RAI 3 il film “La guerra in Val d’Orcia” più
volte presentato e trasmesso.
Dal ’95 ad oggi il Borghetto collabora con “Gli Amici di Montalcino
Ieri” alla realizzazione di mostre e rassegne a sfondo prettamente
montalcinese; ultima ed apprezzata in ordine di tempo “Montalcino
com’era”.
Siamo
giunti alla fine di questa lunga storia.
La Campanina comunque continua a suonare anche alla fine del II°
millennio. I suoi rintocchi si ripercuoteranno nel 2001 per risuonare
ancora negli anni a venire annunciando nuove affermazioni ed altre
vittorie !!!!
|